Lo sguardo dei poeti

Un po' di sfoghi e qualche idea
giovedì, 07 agosto 2008

Ultimo giorno in Croazia

In questo ultimo giorno di ferie in Croazia, per la precisione, di permanenza sull'isola di Ugljan, nei pressi di Zara, il bilancio che faccio e' decisamente positivo.
Sono stato bene mentalmente e spiritualmente. Termino le ferie con un bagaglio arricchito e un'agendina carica di appunti e idee che sviluppero' una volta tornato a casa.
Per circa 20 giorni ho vissuto in un paese degno di questo nome e gli spunti di riflessione sono stati molteplici. Ancora di piu' mi rendo conto di quale momento di emergenza sta passando il mio paese, l'Italia.
Ma credo anche che tutto quello che ne verra', di male e di bene, ci sara' utile per fare quell'ulteriore passo verso una coscienza piu' elevata e piu' vicina alla mente dell'Uno, di Dio, del Grande Spirito o di come lo si voglia chiamare.
Credo che il tutto quello che ho visto, sentito, pensato e concluso possa racchiudersi nella seguente citazione:

Non sprecare i momenti preziosi della tua realtà presente cercando di svelare tutti i segreti della vita. Se sono segreti, esiste un motivo. Usa il tuo “adesso” per lo Scopo più Alto: la creazione e l’espressione di Chi Sei realmente. Decidi Chi Sei, Chi Vuoi Essere, e poi fai tutto ciò che è in tuo potere per esserlo. — Neale Donald Walsch

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categoria: pensieri, viaggi, news, progetti

lunedì, 28 luglio 2008

Viaggiatori reali e immaginari

Dalla meravigliosa isola di Ugljan, nei pressi di Zara saluto chi legge.
La Croazia e' stata una piacevolissima quanto inaspettata scoperta. In occasione di queste ferie che stanno mantenendo le mie aspettative in tema di rilassamento, ho deciso di rileggere per la seconda volta un libro a me molto caro: se una notte d'inverno un viaggiatore. Di Italo Calvino. A mio avviso il romanzo definitivo.
Il concetto di viaggio, nella realta' e nella finzione romanzata ora si fondono e il tutto sta assumendo una dimensione superiore alla somma delle parti. Questo mi sta dando nuovi stimoli per riprendere la scrittura, Calvino, nella sua generosita' innata ha disseminato questo romanzo di tanti consigli e analisi da risultare un vero e proprio lascito ai lettori e a chi fa della scrittura il proprio mezzo espressivo.
Calvino, con la sua capacita' superiore e' una figura che mi manca moltissimo in questa Italia ormai moribonda... e dall'estero vi assicuro che la sensazione e' ancora piu' marcata...
A presto...

Villaggio di Preko
postato da Carlo1970 alle ore 11:13 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: pensieri, viaggi, news, letteratura

mercoledì, 23 luglio 2008

Vacanze!

Finalmente tocca anche a me, tra poco si parte per la Croazia.



In solitaria e senza meta, vediamo che mi riserva il fato.
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categoria: news

lunedì, 31 dicembre 2007

Buon anno, con retrogusto amaro

Uno dei buoni propositi per l'anno nuovo è di riprendere la gestione del blog. Ne approfitto quindi per augurare un buon anno, anche se le previsioni, soprattutto in campo economico finanziario, sono piuttosto nere.

Se avete voglia di rovinarvi un po' la festa di questa sera, ma allo stesso tempo, di informarvi, ecco qui: http://www.accademiadeglievasi.org/?cat=20

Ci vediamo nel 2008!

postato da Carlo1970 alle ore 08:46 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: pensieri, news, denuncia

mercoledì, 19 settembre 2007

La città dell'uomo


A chi, bambino,
vive il mondo
in un corpo di adulto



Un saluto a tutti, il mio nome è "Architetto". Lo so, qualcuno di voi mi dirà: ma Architetto non è un nome! Paolo è un nome, Luigino, Marco e Vanessa sono nomi, che imbroglio è?
Nessun imbroglio state tranquilli, è solo che il mio vero nome non è importante, importa invece ciò che ho da raccontarvi.
Mettetevi quindi comodi, voi laggiù smettete di bisbigliare e voi, qui davanti, accucciatevi ben bene in modo che chi sta dietro possa sentirmi meglio.
Vi ho chiamato qui, piccoli miei, per raccontarvi della mia più grande opera, un dono alle persone che feci tanto tempo fa e che ha reso felice uomini donne e piccini. Questo dono si chiama Curitiba e null'altro è che una grande città.
Anche qui sento levarsi qualche voce di protesta: una città non si può regalare! Si può solo costruire e abitare.
Confesso, a dire il vero, che ebbi qualche problemuccio ad incartarla ben bene e a trovare il giusto nastro da abbinare al grande pacco, e per fare il fiocco poi, che fatica! Ci dovettero lavorare milleuno operai, ma alla fine il risultato fu grandioso.
Curitiba era una città come tante altre, grigia, piena di automobili che litigavano tra loro, carente in spazi verdi e con tanti poveri che abitavano in case fatte di vento. Decisi così di dire basta e di trasformare la mia amata città.
In una notte in cui tutti i cittadini dormivano e facevano grandi sogni, una squadra di centinaia di operai ai miei ordini smontò completamente il centro cittadino per ricoprirlo di lastricati, fioriere e meravigliosi lampioncini molto luminosi. Stavano trasformando il centro città in una grande zona dove le auto non avrebbero più potuto circolare, dove finalmente le persone avrebbero potuto passeggiare e dove i bambini avrebbero potuto tirare grandi calci al pallone senza per questo venir brontolati da automobilisti frettolosi.
Il battaglione di operai lavorò ininterrottamente per quarantotto ore e quando la stanchezza fu troppa subentrò un secondo battaglione, nel giro di tre giorni il centro si era trasformato. Nessuna automobile poteva più passare e quando un corteo di irriducibili automobilisti tentò di forzare il blocco, si trovò di fronte a centinaia di bambini intenti a disegnare su immensi rotoli di carta distesi per terra e dovettero desistere. Da allora ogni sabato i piccini come voi possono disegnare indisturbati qualsiasi scena, e vi assicuro, ho visto disegni da lasciarvi stupiti, draghi, astronavi, nebulose e principi smemorati, ragni, pinguini e fili colorati.
Ma si sa, non solo di disegni si vive e così decisi di costruire "i fari del sapere": quaranta biblioteche sparse per la città, ognuna delle quali provviste di settemila libri, sormontate da alti tubi a strisce bianche e rosse alla cui sommità si trova una bolla di vetro dentro la quale un poliziotto veglia sulle persone assicurandosi che tutti possano accedere alla biblioteca in sicurezza.
Non ci credete? Beh, chiedete a Pinocchio, Gulliver o Dorian Grey e vi confermeranno che ogni giorno migliaia di persone vanno a visitarli, e se lo dicono loro!
Tutto questo non bastava perché in alcune zone di Curitiba c'erano ancora persone che abitavano in case così diroccate che sarebbe bastato uno starnuto anche del più piccolo di voi perché ne crollassero cento.
Decisi così di proporre agli abitanti di queste povere casupole di acquistare, tramite un prestito, i materiali per costruirsi nuove case, misi a disposizione una squadra di architetti tutti per loro e il risultato fu che i villaggi di baracche si trasformarono via via in deliziosi villaggi di case decorose. Inviai una squadra di camioncini colorati a raccogliere i rifiuti, ben suddivisi, e per ogni due chili di rifiuti chi voleva avrebbe ricevuto in cambio un buono per comprare cibo, libri o scarpe. Grazie a questa mia ennesima idea non avremmo più avuto bisogno delle maleodoranti discariche e infatti non ne costruimmo affatto.
Quando un gruppo di giovani irrequieti distrusse una buona parte delle aiuole di uno dei parchi cittadini io non mi arrabbiai, ma andai piuttosto da questi giovani e proposi loro di diventare giardinieri, i ragazzi accettarono e non distrussero più le tenere pianticelle, ma impararono a piantarle e a farle loro sorelle.
E ancora misi in circolazione grandi pullman che portavano migliaia di persone su e giù per la città, creai grandi parchi dove si poteva godere della bellezza della nostra Madre verde e azzurra.
Tutto questo io feci per voi piccoli miei perché il buon Dio mi insegnò a ridere su questa vita. Oggi il mio sogno, la mia Curitiba, è la città più sicura al mondo, anche più dei freddi paesi del nord.
Vi ho raccontato questa storia perché a vostra volta la facciate conoscere ad altri, perché altri uomini possano trasformare le vostre città in posti migliori, darvi grandi rotoli di carta su cui disegnare mondi che non ho ancora visto e principesse dagli occhi a me ancora sconosciuti.
Diventate grandi, ma restate piccoli e venite da me nel mio sogno, la città di Curitiba.

FINE


Quello che avete letto, se la pazienza ha retto, è una favola, ma solo per metà perchè le parti in grassetto raccontano il vero.
La città di Curitiba ( pron. Curiciba, 3 milioni di abitanti ) si trova in Brasile, considerato "Terzo mondo", ed è indicata come la città più sicura del pianeta e con il miglior tasso di qualità della vita la maggior presenza di aree verdi ( 50mq procapite ) e un ottimo indice di buon funzionamento dei mezzi pubblici. Il traffico impazzito delle grandi città è pressoché sconosciuto. L'aspettativa di vita è di circa 73 anni, con un reddito pro capite pari al 27% di quello americano. I mezzi pubblici si autofinanziano con il solo costo dei biglietti e movimentano circa ventimila persone l'ora, pressappoco come la metropolitana di newyork ma con costi infinitamente più bassi.
La raccolta differenziata è prossima al 100% e le discariche sono inesistenti.
Curitiba è un esempio di come, con le giuste idee, spesso anche divertenti, si possa amministrare bene una città di grandi dimensioni.
Non permettiamo a burocrati gretti, ignoranti e corrotti di convincerci che non esistono altri modi, la vera libertà si basa anche sulle alternative.
Caro Chiamparino, impara dal terzo mondo!



Liberamente ispirato da:
una lezione dal cosiddetto terzo mondo. Mai sentito parlare di Curitiba.
Di Dario Fo, Franca Rame, Jacopo Fo
(Cacao il quotidiano delle buone notizie del 15 Luglio 2001)
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categoria: racconti, favole, news, letteratura, denuncia

martedì, 21 febbraio 2006

Precarietà oggi


Lavoro precarioSegnalo un sito dedicato ad un argomento sempre più attuale, la precarietà lavorativa basata sui tristemente famosi contratti a progetto.
generazione1000.com
Da questo sito è possibile scaricare un romanzo che ha per tema proprio il lavoro precario.










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categoria: racconti, news, letteratura

giovedì, 20 ottobre 2005

Tempo tiranno

In questi giorni ho poco tempo epr seguire il blog e soprattutto per terminare alcuni dei racconti che ho in lavorazione. Oltre a questo si aggiunge una stanchezza cronica che la sera ha il sopravvento. Continuano gli esperimenti sui template, prima o poi troverò quello che mi piace.

postato da Carlo1970 alle ore 08:42 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: news

domenica, 09 ottobre 2005

Santo subito!

Ci scusiamo con il Presidente per l'allineamento dell'immagine a SINISTRA...Che la cosa fosse nell’aria lo si sentiva da un pezzo, ma ora è certo, dopo innumerevoli promesse in tal senso, Silvio ha finalmente fatto il miracolo!

Tutto ha avuto inizio con una serie di test effettuati su V.Z. casalinga sessantenne affetta da una grave forma di deterioramento della memoria.

Incapace di identificare i suoi stessi familiari non ha esitato a riconoscere il nostro amato Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi, definendolo un uomo molto ricco, possessore di stazioni televisive nonché abile politico.

La stessa sorte è toccata al Santo Padre Giovanni Paolo II di cui la donna ha però semplicemente saputo dire che si trattava di un papa e niente più, il miracolo di Silvio è dunque di natura superiore e ampiamente documentato.

A questo evento miracoloso aggiungiamo, per dovere di cronaca, che il nostro amato Presidente ha condotto fino ad oggi una vita irreprensibile e scevra da peccati, infatti, nonostante i continui tentativi degli atei comunisti oppositori del clero di incastrarlo con false accuse di ogni genere, l’On. Silvio Berlusconi è sempre stato dichiarato innocente in ogni processo a suo carico.

Attendiamo ora il verificarsi del terzo requisito che darà inizio alle procedure necessarie alla definitiva santificazione, quando il nostro Presidente percorrerà l’ultima via che dalla Casa delle Libertà lo condurrà alla Casa del Padre.

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giovedì, 07 aprile 2005

Un posto di frontiera

Oratorio San LuigiDire "San Salvario", qui a Torino, equivale a racchiudere in due parole una sequenza di immagini e concetti che riassumono anni di problemi di integrazione multi etnica, micro criminalità propagatasi a macchia d'olio, gioventù "difficile", prostituzione e spaccio in pieno giorno e lotte quotidiane per strappare i ragazzi alla strada. Vite che gridano la loro rabbia all'interno di questo quartiere nel centro di Torino, fatto di palazzi antichi dalle facciate barocche e di viuzze che alternano momenti di attempata atmosfera bottegaia, tra pruché (parrucchieri), negozietti di elettrodomestici e caffé a luoghi che via via si trasformano in un surrogato di kasbah, frammento d'africa o  viuzza dagli intensi aromi che diffondono nell'aria odorosi echi del Bosforo.
E' in questa realtà che ho deciso di inserirmi per dare la possibilità a chi lo desidera di imparare un mestiere, tramite la struttura dell'oratorio San Luigi, dove don Cesare, Edoardo, Andrea, Alessia e una serie di altri volontari, tra cui me, si danno da fare per procurare un'alternativa alla vita di strada.
E' un po' come stare in trincea, ma di questo se ne riparlerà. Per ora sono felice di avere la possibilità di mettere su l'aula di informatica, come da sempre è mio desiderio fare, per trasmettere quello che so e magari dare un indirizzo per un lavoro che in futuro, quando sarai più grande, forse farai.

In diretta da San Salvario, per ora è tutto, restituisco la linea.

postato da Carlo1970 alle ore 21:06 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
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mercoledì, 30 marzo 2005

Progetti presenti

Sto lavorando a tre serie diverse di racconti, ognuna delle quali unita da un tema unico che si dirama per varie direzioni. Questa serapubblico un racconto che fa parte della serie dal titolo provvisorio "CosmoAgonia", dialoghi di oggetti celesti e non che hanno in comune il richiamo alla cosmogonia, la scienza che studia l'origine dell'universo.
Ero un po' restìo all'idea di pubblicare questa serie, trattandosi in alcuni casi di racconti lunghi (almeno per gli standard di questo circuito), ma sono convinto che a qualcuno piaceranno.
I miei lavori sono eternamente "in progress" così sfrutterò le impressioni che ne ritorneranno per lavorarci ulteriormente, questi racconti dunque non rappresentano una eventuale forma definitiva, li pubblico con il desiderio di condividerne i messaggi e di fare cosa gradita a chi segue i miei deliri.
postato da Carlo1970 alle ore 18:29 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria: pensieri, racconti, news, letteratura, progetti, cosmoagonia

Chi sono

Utente: Carlo1970
Nome: Carlo
Sono l'anima che ha attraversato il crepuscolo, il vento che ha conosciuto le chiome. La pagina consunta, graffiata da mille inchiostri.


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